20 aprile 2026: Legge sull’oblio oncologico: risvolti e implicazioni.

20 Apr , 2026 - OncoNews

20 aprile 2026: Legge sull’oblio oncologico: risvolti e implicazioni.

Legge sull’oblio oncologico: risvolti e implicazioni.

La legge sul diritto all’oblio oncologico (Legge n. 193/2023 – disposizioni per la prevenzione delle discriminazioni e la tutela dei diritti delle persone che sono state affette da malattie oncologiche), pubblicata a fine 2023, è una disposizione volta a tutelare le persone guarite da una diagnosi di tumore con l’obiettivo di proteggerle  da “qualsiasi forma di pregiudizio o disparità di trattamento” in termini lavorativi, assicurativi, finanziari, di possibilità di fare richiesta di adozione o di partecipare a concorsi pubblici e/o selezioni per lavori in strutture pubbliche e private.  

Questa legge, infatti, garantisce alle persone guarite da una patologia oncologica il diritto di non dover dichiarare la loro pregressa condizione patologica. E questo è molto importante se consideriamo l’impatto che una diagnosi di tumore può avere quando, per esempio, viene stipulata un’assicurazione o viene richiesto un prestito in banca.

Cosa vuol dire essere guariti da una patologia oncologica?

In ambito oncologico si parla di guarigione quando l’attesa di vita degli ex-pazienti oncologici torna uguale a quello di coloro che non hanno mai avuto una diagnosi di tumore, ovvero quando, dopo un certo intervallo di tempo dalla diagnosi e dal termine dei trattamenti oncologici attivi (medici, radioterapici o chirurgici), non si abbiano segni di recidiva di malattia. La legge sull’oblio oncologico stabilisce che, per poter parlare di guarigione, debbano essere trascorsi 10 anni dalla fine dei trattamenti oncologici attivi. Fanno eccezione i casi in cui si riceva una diagnosi di tumore prima dei 21 anni di età o i casi di alcuni tumori specifici in stadio molto precoce (come, ad esempio, alcune istologie particolari di tumori della tiroide); in questo caso si parla di guarigione passati 5 anni dal termine dei trattamenti.

Come si può certificare di essere guariti?

Dal momento che la legge sull’oblio oncologico esonera le persone guarite dal dover necessariamente dichiarare la loro pregressa patologia, non è necessario un certificato che attesti la guarigione. Tuttavia, per coloro che, per esempio, avessero stipulato un’assicurazione o avessero richiesto un prestito in banca prima che fosse passato il tempo utile per parlare di guarigione, questo tipo di certificato può essere utile, in modo che gli stessi contratti assicurativi o bancari possano essere rinnovati a condizioni meno svantaggiose, uguali a quelle riservate ai soggetti che non hanno mai ricevuto una diagnosi di tumore.

Il certificato di guarigione inoltre può essere richiesto nell’ambito della valutazione per adozione. In tal caso, infatti, nell’ottica di rispettare i criteri di stabilità familiare dei futuri adottati, il pregresso stato di malattia oncologica deve essere dichiarato al Giudice, potendo comunque presentare, nei casi che rispettino i criteri della guarigione, lo specifico certificato.

In generale, il certificato di guarigione può essere ottenuto presentando un’apposita istanza al medico specialista in oncologia, al proprio Medico di Medicina Generale o al Pediatra di libera scelta, utilizzando uno specifico modello (Allegato I).

Chi può emettere il certificato di guarigione?

Il certificato di guarigione può essere emesso da un medico specialista in oncologia dipendente del Sistema Sanitario Nazionale o di una struttura privata accreditata, dal Medico di Medicina Generale o dal Pediatra di libera scelta per i casi diagnosticati in età precoce. Viene redatto seguendo un modello specifico che riporta tutti i dati anagrafici del paziente e la pregressa diagnosi oncologica. Tale certificato non deve comunque riportare informazioni sul tipo specifico di patologia oncologica né sui trattamenti ricevuti, limitandosi ad attestare che, in considerazione del tempo intercorso dal termine dei trattamenti attivi, la persona è dichiarata guarita dalla patologia oncologica.

La legge sull’oblio oncologico rappresenta, quindi, un grande passo per coloro che, dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore, sono guariti, abbattendo così lo stigma sociale legato alla malattia e permettendo alle persone guarite di chiudere una parentesi importante e spesso psicologicamente e fisicamente impegnativa per la loro vita.

a cura di Maria Oliveri

Bibliografia

  • LEGGE 7 dicembre 2023, n. 193 
  • Gazzetta ufficiale – Allegato I, Tabella delle patologie per  le  quali  e’  previsto  un  termine

ridotto per il maturarsi dell’oblio oncologico rispetto al limite deidieci anni (o cinque se diagnosi precedente  al  compimento  del  21°anno di eta’) dalla fine del  trattamento  o  dall’ultimo  interventochirurgico


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